Questo è un evento che si ripeteMartedì 23 Marzo, 21:00
IL BERRETTO A SONAGLI
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IL BERRETTO A SONAGLI di Luigi Pirandello
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IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi Pirandello
con Silvio Orlando
e con Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti
regia Andrea Baracco
revisione linguistica Letizia Russo e Andrea Baracco
aiuto regia Andrea Lucchetta
scena Roberto Crea
costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Simone De Angelis
sound designer Giacomo Vezzani
produzione Cardellino srl, in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria – Teatro Stabile di Bolzano
Al suo primo Pirandello, Silvio Orlando sfiora con delicatezza e intelligenza tutte le sfumature della tragica umanità di Ciampa: un uomo che cammina sul filo cerca la quiete ma viene spinto allo scontro, specchio di un’umanità che spesso alla verità preferisce la finzione. Il noto attore napoletano torna al Politeama dopo quattro anni per dare vita a un personaggio umile e profondo, tra comicità amara e dolore lirico. Ciampa, figura tragica e grottesca, è il cuore pulsante de Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello. Nato da una novella e adattato poi per la scena nel 1917, il testo si concentra sullo scandalo, sulla verità che sfugge e sulla follia come rifugio. Il salotto borghese dove si muove Ciampa diventa un ring, dove le parole sono fendenti e il riso muta presto in angoscia. Non solo la storia di un tradimento, ma anche la fotografia di un’umanità che spesso alla verità preferisce la finzione. In pratica, una maschera.
La trama ruota attorno alla parabola di un uomo che lotta per mantenere un precario equilibrio tra ragione e follia. Travolto dal sospetto di adulterio della moglie, Ciampa si scontra continuamente con Beatrice Fiorica, a sua volta tradita e ossessionata dal voler far sapere a tutti la sua tormentata situazione.
«L’umiltà dell’uomo Ciampa giganteggia, il ridicolo lo infanga; è come se una lama inesorabile gli spaccasse sempre più profondamente il petto, per mostrare il suo cuore e allora si difende con parole vive e umanamente strazianti – scrive il regista Andrea Baracco – Comincia il suo percorso con una semplicità che gli consente di avere aspetti comici, di una comicità ironica con cui si prende ferocemente gioco dell’ottusità degli altri, per poi precipitare, nella sua umiliazione da vinto, in una sorta di esaltazione lirica che fa transitare continuamente lo spettatore dal riso all’angoscia».
ph. Laila Pozzo
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Data
Mercoledì 24 Marzo, 21:00