La Storia - Politeama Pratese
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1925-2025: CENTO ANNI DEL TEATRO POLITEAMA PRATESE

Alcuni pratesi lo chiamano ancora con affetto il “Banchini”, non a caso.
Il nome antico del teatro che fu riaperto nel 1925, dopo lunghi lavori di costruzione, si lega a quello del campione che nel primo scorcio del Novecento si distinse nel pallone al bracciale, uno sport all’epoca molto praticato: Bruno Banchini.
Fu lui ad affidare all’ingegner Emilio André il progetto di un grandioso Politeama, un teatro che fosse più bello e più grande di quanti ne esistevano. Correva il 1914. Dieci anni dopo, l’incarico per la copertura del teatro passò all’ingegnere Pierluigi Nervi, uno dei più noti del Novecento (fu lui a progettare, fra le tante opere, lo stadio Artemio Franchi di Firenze). Agli inizi della sua brillante carriera professionale, Nervi ebbe l’audacia di sperimentare il cemento armato per la copertura apribile del Politeama che divenne immediatamente l’elemento distintivo del teatro, uno dei più pregevoli esempi di tecnica ingegneristica, ancora oggi una delle strutture più grandi della Toscana.


Il sipario del Banchini si alzò per la prima volta il 2 aprile 1925 con la messa in scena di Tosca di Giacomo Puccini, interpretata dal soprano Giuseppina Cobelli: il maestro toscano scomparso pochi mesi prima a Bruxelles era già amato in tutto il mondo. Fu una grande festa per l’intera città.
Sul palcoscenico di via Garibaldi si sono esibiti nel corso degli anni noti cantanti come Rosetta Pampanini, Toti del Monte e Beniamino Gigli, memorabile nella sua interpretazione di Andrea Chenier alla presenza dell’autore Umberto Giordano. Dal Politeama sono passati anche i più grandi nomi della rivista e dell’avanspettacolo: Totò, Macario, Dapporto, Rascel, Walter Chiari. Il teatro divenne lo spazio per eccellenza per lo spettacolo “leggero”, nonché cinema e meta di incontri sportivi. Sport, musica, cinema e spettacolo dal vivo, un lungo filo che tiene insieme la lunga storia del Politeama Pratese.


I riflettori restarono accesi fino al 1985. Seguirono anni di chiusura e ci vollero l’energia, la passione e il sogno di una donna straordinaria come Roberta Betti per strappare l’ex Banchini a una sorte desolante. Sembrò un’impresa impossibile ma, a cavallo degli anni Novanta, fu lanciato un progetto di azionariato popolare che coinvolse le energie migliori della città: nacque un comitato cittadino per la riapertura del teatro. Il 1994 fu l’anno del battesimo della società per azioni Politeama spa presieduta da Roberta Betti (al suo fianco un’altra donna generosa: l’imprenditrice Elvira Trentini), allo scopo di sensibilizzare la città verso il recupero di questa struttura cara ai pratesi.
Lo spirito era proprio quello di una “Public Company” con il costo di un’azione di sole mille lire, per permettere a tutti di dare il proprio contributo.
Furono raccolti 2 miliardi e 800 milioni delle vecchie lire per l’acquisto del teatro, circa la stessa cifra per il restauro. Un ruolo chiave in tutta l’operazione lo ebbero il Comune e la Provincia di Prato, l’ex Unione Industriali, il consorzio Pratotrade, Cariprato, Cna e Confartigianato Prato. Il 2 gennaio 1999, tornò ad alzarsi il sipario del Politeama, ancora una volta con la Tosca di Giacomo Puccini diretta in questa nuova versione dal maestro Roberto Gabbiani, con la regia di Flavio Trevisan, le scenografie di Giuseppe Rancati e l’orchestra I solisti fiorentini. Roberta Betti ed Elvira Trentini oggi non ci sono più ma per il Politeama si è aperta una nuova fase, con occhi puntati verso il futuro sotto la presidenza e la direzione artistica di Beatrice Magnolfi che ha guidato il processo di trasformazione da società per azioni a Fondazione di partecipazione pubblica e privata: una veste giuridica più consona alla missione culturale e sociale propria del teatro. Non solo: per la prima volta il teatro ha fatto ingresso nel Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal vivo che permette di accedere al sostegno del Ministero della Cultura.


Dopo la dolorosa frattura del Covid, il Politeama ha saputo rialzare la testa continuando a rinnovarsi, anche dal punto di vista strutturale: è diventato il primo teatro “green” nel panorama nazionale aggiudicandosi i fondi europei Pnrr per l’efficientamento energetico, ha eseguito importanti opere di ammodernamento e aggiornamento su tutti gli impianti elettrici, termici e tutto il sistema antincendio, oltre a necessari interventi di manutenzione strutturale, delle facciate e dei camerini.


Per la prima volta il teatro si è aperto alle nuove generazioni, il pubblico di domani, con un’offerta mirata del cartellone «Politeama Educational» parallelo alla stagione principale che, anno dopo anno, ricerca il giusto equilibrio tra generi e linguaggi diversi, in un mix attento di impegno civile e di leggerezza. Tante le compagnie e gli artisti amati dal pubblico che hanno calcato il palcoscenico nelle ultime stagioni, come Antonio Albanese, Drusilla Foer, Virginia Raffaele, Arturo Brachetti, Neri Marcorè, Ambra Angiolini, Lella Costa, Stefano Massini, Michele Serra, Aldo Cazzullo e altri nomi di rilievo della scena nazionale, ma anche nuovi protagonisti del teatro contemporaneo, come Carrozzeria Orfeo, Oblivion e Familie Flöz, per una programmazione artistica di qualità e attenta a più tipologie di pubblico.


Sempre con lo sguardo rivolto ai giovani, è stata rilanciata la formazione nel campo del teatro musicale, sulla scia di una lunga tradizione cara al Politeama: grazie alla collaborazione con la prestigiosa Bernstein School of Musical Theatre, oggi gli spazi del Ridotto sono vissuti da tanti bambini, ragazzi e adulti che frequentano corsi di danza, recitazione e canto. Intanto, cresce la compartecipazione pubblica all’interno della Fondazione Politeama Pratese, a dimostrazione del riconoscimento del ruolo sempre più importante svolto da questa istituzione: alla fine del 2024, è entrata la Regione Toscana in qualità di socio fondatore, al fianco dell’altro socio pubblico storico, rappresentato dal Comune di Prato. Trasformazioni importanti senza perdere mai di vista il legame con la memoria del passato, intessuto di solide collaborazioni come quella con la Camerata Strumentale di Prato che ha nel Politeama la sua casa. Ma anche la “casa” dei cittadini, di tante associazioni, gruppi amatoriali e iniziative culturali di grande respiro, per continuare a essere il cuore pulsante della cultura e della città di Prato.


Un po’ di Prato al Quirinale.

C’era anche la nostra presidente Beatrice Magnolfi nella delegazione Agis in visita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, giovedì 20 novembre 2025. 
L’ occasione erano le celebrazioni per gli ottant’anni dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo: la delegazione ricevuta al Quirinale era formata dai componenti dell’ufficio di presidenza di Agis. Ecco le parole del Capo dello Stato:
«Le varie forme dello spettacolo, da quelle più note dei grandi teatri o delle grandi sale cinematografiche, a quelle più quotidiane e vicine direttamente, come lo spettacolo dal vivo, sono tutte espressioni di una ricchezza culturale preziosa per il nostro Paese. E questo è particolarmente importante in questo periodo, in cui tanti aspetti accentuano l’importanza dello spettacolo e, quindi, il carattere di investimento che rappresenta per la nostra Repubblica» (fonte Quirinale)