Febbraio 2022

Questo è un evento che si ripete

2022Sab12Feb21:00Ho perso il filocon ANGELA FINOCCHIARO e le Creature del Labirinto. Regia di CRISTINA PEZZOLI.21:00 Teatro Politeama Pratese, Via G. Garibaldi 33/35Teatro:Prosa

Dettagli evento


Ho perso il filo

soggetto di ANGELA FINOCCHIARO, WALTER FONTANA, CRISTINA PEZZOLI
testo di WALTER FONTANA

in scena ANGELA FINOCCHIARO
e le Creature del Labirinto:
ALIS BIANCA, ALESSANDRO LA ROSA, ANTONIO LOLLO,
FILIPPO PIERONI, ALESSIO SPIRITO, CARMELO TRAINITO

coreografie originali di HERVÉ KOUBI
scene di GIACOMO ANDRICO
luci di VALERIO ALFIERI
costumi di MANUELA STUCCHI

regia di CRISTINA PEZZOLI

AGIDI Produzioni

Una commedia, una danza, un gioco, una festa, questo è HO PERSO IL FILO.
In scena un’Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità e ironia un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro.
Angela si presenta in scena come un’attrice stufa dei soliti ruoli: oggi sarà Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte.
Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto. Viene assalita da strane Creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti dispettosi, che la circondano, la disarmano, la frullano come fosse un frappè, e soprattutto tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno.
Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto, che si esprime con scritte e disegni: ora che ha perso il filo, il Labirinto le lancia un gioco, allegro e crudele per farglielo ritrovare.
Passo dopo passo, una tappa dopo l’altra, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi e a riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo. Alla sua maniera naturalmente, come quando – di fronte ai ragazzi ateniesi che la implorano di salvarli dal Mostro che li sta già sgranocchiando – promette firme e impegno sui social; o come quando è sottoposta a una sfida paradossale dal vero Teseo, sceso di corsa dalle vette del mito, indignato perché la sua interprete difetta delle necessarie qualità eroiche.

Lo spettacolo vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle Creature del Labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti.
Il Labirinto è un simbolo antico di nascita – morte – rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.

Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori guidati dall’inventiva di Hervé Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che è molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti.

Foto in evidenza di Giovanni de Sandre


HANNO SCRITTO
È uno spettacolo trascinante e di forte spessore artistico Ho perso il filo. Oltre alla bravura di Angela Finocchiaro, lo spettacolo si basa sul contributo di un validissimo gruppo di ballerini-atleti che compongono le “Creature del Labirinto”. Alla fine per tutti l’ovazione del pubblico.
Ansa.it

Angela Finocchiaro si conferma ancora una volta una monologhista brillante e capace, ma soprattutto qui si svela in una veste profonda, a dimostrazione che il riso è sempre stratificato comunque su qualcosa di riflessivo.
Erika Di Bennardo, Teatro.it

Stravagante e gustosa rilettura del mito.
Pasquale Bellini, La Gazzetta del Sud

Uno spettacolo che piacerà al pubblico non solo per la coinvolgente recitazione di Angela Finocchiaro, ma anche per un testo in cui ci si piò rispecchiare trovando la forza per sdrammatizzare certi ostacoli della vita quotidiana.
IF, Mi-Tomorrow

Difficile credere che Angela Finocchiaro possa dire Ho perso il filo. Il filo del buonumore, naturalmente. Troppo diretto, stralunato e inconfondibile il suo stile, troppo immediatamente riconoscibile il suo talento. E allora anche uno spettacolo originale proprio come il suo nuovo Ho perso il filo, nato dalla contaminazione di linguaggi inusuali alla comicità, si tramuta per l’attrice milanese in un legame a filo doppio con la platea. Fatto di una salda complicità costruita nel tempo e di un forte desiderio di sorridere smontando ansie, paure e ipocrisie del mondo di oggi.
Giulia Grondona, Teatrodigitale.com

Tante risate e leggerezza unite a un’eccezionale profondità di contenuti, una vivace e colorata sceneggiatura, una scenografia essenziale e originali coreografie acrobatiche: questi gli ingredienti di Ho perso il filo.
Enrico Pace, luccaindiretta.it

Con una magistrale interpretazione e la sua solita comicità ironica e garbata, Angela Finocchiaro che sorprende e conquista il pubblico battuta dopo battuta, non solo passa la prova, ma supera addirittura se stessa. Perfettamente a suo agio nel protagonista Teseo, ma camaleontica nell’entrare nel midollo di ciascun personaggio a cui dà voce, si trasforma da un istante all’altro in se stessa bambina, la zingara, le nonne o il Minotauro, cambiando timbri vocali, intonazioni, accenti, posture, movenze, espressioni, ed entrando talmente nella parte di ciascuno di loro da far sembrare che siano tutti quanti lì sul palco insieme a lei.
Teatroamilano.it

Angela Finocchiaro non si smentisce mai, ci aspettavamo uno spettacolo meraviglioso e si è rivelato straordinario, magico, poetico, divertente, dissacrante, ha raccontato con maestria i tempi moderni strizzando l’occhio a un classico senza tempo, stravolgendolo e al contempo esaltandolo, dandogli una connotazione estremamente introspettiva.
Alessandra Chiaradia, Fortementein.com

Date della replica

13 Febbraio 2022 16:00

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